Venezia Verde

ambiente e diritti
21
Apr

Verde e progressista: il nostro impegno per la città

Verde e progressista: è la città che vogliamo, il luogo dell’alleanza tra ambiente e lavoro, di politiche al cui centro stiano i diritti sociali e civili e in primis il diritto alla salute (emerso drammaticamente in questa pandemia, resa più grave dai drastici tagli inferti negli anni scorsi al sistema sociosanitario e dallo scarso investimento nella ricerca scientifica). 

Venezia – la città storica, le isole, la città di terraferma con Mestre al centro – è questo luogo, per vocazione e storia, per la consapevolezza che la vera e buona modernità è esattamente ciò: la persona e i beni comuni al centro delle scelte dell’amministrazione, a cominciare dalle persone più fragili e dai beni più preziosi, l’acqua, l’aria, il territorio, il suolo e le falde, l’ecosistema, lo spazio pubblico, la dimensione civica, le istituzioni e i servizi fondamentali, il diritto di cittadinanza che devono garantire, l’accoglienza e l’apertura al mondo di cui siamo capaci, le regole che sappiamo condividere per avere più sicurezza e serenità. 

Arcipelago di comunità e di poteri e funzioni decentrate – con i municipi di Venezia e Lido, Mestre, Favaro e Campalto, Zelarino e Chirignago, e Marghera -, sviluppate in decenni di esperienze virtuose, ma ora calpestate e svuotate dall’amministrazione Brugnaro, Venezia va restituita a questo ruolo di avanguardia delle politiche verdi e progressiste, come è stata in stagioni importanti della sua storia e della storia italiana ed europea, della storia del mondo. 

Veniamo da anni di prepotenza e mediocrità, gli anni del governo locale appiattito sugli interessi di chi lo gestisce e su quelli di qualunque business trasformato nella sola leva dello sviluppo urbano, con la città subalterna a questa logica e da essa modellata. L’esatto contrario di ciò che Venezia è stata sempre: un luogo che chiede a chiunque voglia investirvi o anche solo abitarci di adeguarsi ad essa, alla sua irripetibile forma urbis, al suo peculiare rapporto con l’ambiente naturale, al rispetto dell’ecosistema in cui è nata e in cui può vivere soltanto in equilibrio con esso (gli stravolgimenti del Novecento lo hanno dimostrato: la mareggiata disastrosa del novembre scorso, ultima di una lunga serie apertasi il 4 novembre 1966, in modo drammatico). 

Luogo di tali, epocali forzature e manomissioni, Venezia può riconquistare vitalità, anche socio-economica, tornare a essere luogo in cui vivere, soltanto ricostruendo quell’equilibrio, diventando la capitale planetaria della resistenza e dell’adattamento transitorio al climate change,  l’esempio della ricostituzione di un ecosistema eccezionale come quello lagunare (comprese le sue indispensabili propaggini del litorale, da un lato, e della conterminazione di terraferma dall’altro), nonché della transizione energetica e tecnologica soprattutto nell’area portuale e industriale di Marghera, oltre che un polo culturale e artistico che dalla propria incomparabile storia e civiltà può trarre visioni e lezioni di politica e di civiltà, relazioni tra popoli e paesi,  oltre che orientamenti e progetti per sé e per il mondo intero. 

Serviranno scelte radicali e lungimiranti, nei prossimi anni. Servono dunque donne, uomini e forze decise a compierle e a difenderle contro nemici potentissimi che Venezia vogliono soltanto continuare a sfruttarla e consumarla. Noi vogliamo unirle, queste forze, unendo ambiente, lavoro e diritti. 

Verde e progressista, dunque: è il nostro impegno per la città.

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