Venezia Verde

ambiente e diritti
20
Ott

Sostenibilità: abbandoniamo il cemento per il legno

Il cemento è come il petrolio: dobbiamo lasciarcelo alle spalle

di Mauro Moretto * – Quella delle case e delle costruzioni in legno, pare una moda recente, cara a chi romanticamente vuole vivere in una casa più sana. Non è così. Si tratta piuttosto del segno di un cambiamento che affronta una chiave di volta fondamentale per il passaggio ad un sistema sostenibile.
C’è un grande problema sullo sfondo di questo tema. Un problema che si chiama “cemento”, che oggi è il materiale più impattante e negativo per l’ambiente tra quelli utilizzati in edilizia e nel mondo delle costruzioni in generale. Un materiale ambientalmente molto impattante sia nella sua della produzione, sia per come viene poi utilizzato nella nostra economia.
Il cemento oggi è responsabile del 7% delle emissioni su scala globale e a dire che questo è diventato inaccettabile, sono persino gli stessi cementieri (1). Ma non basta, complice la concorrenza internazionale e i costi delle fonti fossili, negli ultimi anni i cementifici hanno cercato “combustibili” a sempre minor costo, arrivando a bruciare prima gli scarti di raffineria (petcoke) e oggi ogni tipo di rifiuto (oli esausti, pneumatici fuori uso, rifiuti di plastica). In questo modo i cementifici, nella centrata definizione coniata da “Altreconomia”, sono diventati degli “inceneritori mascherati“. Bruciando rifiuti, invece di pagare un combustibile, i cementifici vengono pagati per lo “smaltimento” e quindi è facile comprende la dimensione del business. Non bastasse, uscito dal forno il cemento è miscelato con svariate tipologie di rifiuti tra le quali, le ceneri degli inceneritori, i filtri degli stessi e quelli delle centrali termoelettriche eccetera.
Stiamo parlando quindi dell’inceneritore perfetto, che alla fine non produce alcun rifiuto perché tutto e sottolineo tutto, finisce nel cemento che viene venduto. Un inceneritore produce ceneri tossiche e filtri da smaltire, un cementificio produce un materiale che viene venduto. Venduto persino a caro prezzo tramite accordi illegali di cartello come quello recentemente sanzionato dall’Antitrust (2).
Come utilizziamo questo bel materiale? In Italia siamo particolarmente bravi a cementificare il suolo fertile, distruggendolo per sempre, ma in generale il cemento è il materiale principale per realizzare scuole, asili, ospedali e le case in cui viviamo.
Un materiale sporco prima e durante ma anche dopo l’uso, perché, degno figlio della sua epoca, è anche “usa e getta”. Il cemento infatti, è solido subito ma dura non più di 50 o 60 anni dopo i quali, progressivamente, si sgretola. A quel punto i manufatti vanno demoliti, prima che lo facciano da soli (cfr. Ponte Morandi a Genova), e indirizzati in discarica come “rifiuti speciali” oppure, vengono dispersi nell’ambiente con tutti i loro inquinanti.
La nostra civiltà è basata sul petrolio e sul cemento, per entrambi dobbiamo trovare rapidamente delle alternative, pena la fine della stessa civiltà. E’ ben noto che la soluzione, va ricercata nelle risorse rinnovabili e pulite. Per le costruzioni le soluzioni le abbiamo già e si chiamano legno, anzitutto, ma anche calce, argilla cotta, terra cruda…
Il legno in particolare è l’alternativa più rinnovabile e pulita che la Natura ci mette a disposizione da sempre. Oggi la tecnica ci permette di costruire edifici moderni ed efficienti, ma anche salubri e confortevoli. Non solo case, ma anche edifici grandi e a più piani. Il tutto agli stessi prezzi di quelle malsane in cemento.
Il legno è sostenibile, sano e rinnovabile e l’energia fossile necessaria per costruire in legno è incomparabilmente inferiore a quella che serve per il cemento e potenzialmente. Energia che per il legno potrebbe essere interamente rinnovabile, mentre con il cemento è impossibile.
A produrre il cemento s’inquina, a “produrre” il legno si fa “gestione forestale” e del territorio, perché per gli edifici si utilizza l’abete delle Alpi, non essenze tropicali.
Per ponti, viadotti e infrastrutture simili, dovremo trovare altre soluzioni e nuovi metodi di progettazione. Per le costruzioni però, abbandonare il cemento e passare ai materiali sostenibili è già possibile e già questo ci può far fare un enorme passo avanti verso la sostenibilità, tanto quanto abbandonare il petrolio. Questo cambiamento è già iniziato, ma come sempre molto dipende dalle nostre scelte.
* Esperto di sostenibilità – Direttivo Verdi Treviso

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