Venezia Verde

ambiente e diritti
22
Apr

Riavviare le opere di compensazione per l’impatto del MOSE, superare la gestione del concessionario unico

I Verdi europei e veneziani nella Giornata mondiale della Terra

 

Gran parte delle opere paesaggistiche ed ambientali concepite per compensare l’impatto del MOSE subisce l’ennesimo ritardo. Il Piano che le prevede era stato avviato da una procedura di infrazione della UE contro l’Italia per non aver ottemperato al rispetto della normativa ambientale nella realizzazione del MOSE, grazie anche alle associazioni ambientaliste tra tutte WWF e Italia Nostra e ai Verdi Europei. Nel 2018, con il Provveditorato OOPP del Triveneto, quelle stesse opere sono state ridiscusse con un processo partecipato di evidenza pubblica all’Arsenale, in cui gli organi dello Stato si erano impegnati pubblicamente nei confronti della comunità locale a renderle immediatamente attuabili con le dovute modifiche e aggiornamenti, dato il tempo trascorso. 

Già in fortissimo ritardo, questo importante tassello della salvaguardia della laguna di Venezia, al pari del progetto MOSE, evidenzia dopo altri 2 anni un’approssimazione sconcertante sia da parte dell’apparato che dovrebbe provvedere sul piano tecnico ed amministrativo, sia da parte della gestione commissariale del Consorzio Venezia Nuova. I ritardi e i risultati sono sotto gli occhi di tutti malgrado tali opere non siano facoltative: sono un obbligo che lo Stato italiano si è assunto nei confronti dell’Unione Europea per chiudere l’ennesimo contenzioso legale in materia ambientale.

Ci chiediamo, a questo punto se non sia il caso di cambiare completamente una macchina che non funziona anche per opere decisamente più semplici ma non meno necessarie. E per chiudere la gestione fallimentare del Concessionario Unico, una macchina che non sta portando da nessuna parte, con gravi ritardi e che continua ad assorbire risorse pubbliche, fino a quando non si sa. Solo così’, e nel quadro del ripristino del Magistrato alle Acque, struttura storica legata al territorio lagunare, potrà essere criticamente valutato lo stato delle cose, le problematiche emerse, gli errori compiuti, i limiti strutturali dell’opera fin qui palesatisi, la sua inadeguatezza rispetto al nuovo quadro ambientale e climatico e, dunque, la necessità di un suo superamento e, quindi, il modo eventuale di procedere nei confronti dell’opera fin qui realizzata.

In tutto questo rimangono sullo sfondo, come vittime, l’ambiente della nostra laguna, le specie di fauna e di flora, la biodiversità dei nostri litorali. In tempi di crisi climatica ed ecologica e nel 50° anniversario della Giornata Mondiale della Terra, dopo ben 10 anni di colpevoli ritardi, riteniamo tutto questo molto grave e chiediamo agli Organi statali di prendere subito provvedimenti per garantire una più compiuta salvaguardia di Venezia e della sua Laguna.

VERDI Venezia – EUROPEAN GREEN PARTY

Venezia – Bruxelles, 22 aprile 2020

 

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