Venezia Verde

ambiente e diritti
14
Mag

Passo Campalto: laguna dimenticata a favore dell’interesse privato

I Verdi contro il progetto del Comune

Il progetto di sviluppo che insiste sulla sponda lagunare di Passo Campalto che l’Amministrazione Comunale sta portando avanti nell’ambito dello sviluppo del Parco di S. Giuliano, pur presentato con dichiarazioni altosonanti quali “nuova connessione acquea per turismo ecosostenibile con la Città Antica e la Laguna Nord” ci pare non risponda minimamente ai requisiti di sostenibilità, di salvaguardia ambientale e di valorizzazione della gronda lagunare.

A una attenta analisi si rivela ancora una volta più consono all’interesse privato che al bene pubblico visto che le due sponde di Passo Campalto, quindi l’affaccio alla laguna, resteranno in gestione degli attuali titolari di concessione.  A ovest i capannoni del cantiere che ricordiamo sorto a suo tempo senza i regolari permessi e a est  la darsena che ha la concessione che scade nel 2021, favorendone l’ampiamento con un notevole aumento dei posti barca, da 200 a 300, tra cui alcuni per unità fino a 20 metri di lunghezza.

Le dichiarazioni di alcuni componenti la commissione comunale parlano di “connessione tra le due città”, di “nautica sostenibile”, di “laguna come un Parco” visto che è “la principale zona umida d’Italia e tra le prime nel mondo”. Ricordando che nella Laguna un Parco c’era già e che è stata proprio questa amministrazione a cancellarlo nei primi mesi di insediamento, condividiamo le perplessità esposte da alcuni consiglieri di opposizione rispetto all’opportunità di concedere un notevole aumento dei posti barca, anche per unità molto grandi, in una zona di gronda lagunare particolarmente delicata collegata alla Laguna con un piccolo e poco profondo canale tendente ad interrarsi continuamente. 

A nostro parere il cantiere potrebbe trovare una sistemazione in un luogo più idoneo liberando così tutta l’area di barena di gronda che potrebbe finalmente ricongiungersi a quella di S. Giuliano come da tempo chiedono le associazioni e i comitati dei cittadini. Per la darsena, come proponiamo da oltre 20 anni, le strutture per grandi barche da diporto dovrebbero essere posizionate nei pressi delle bocche di porto e dei canali di navigazione marittima mentre sulla gronda lagunare dovrebbero trovare spazio solo barche di minori dimensioni più adatte al traffico lagunare. Inoltre riteniamo che un vero progetto di nautica ecosostenibile dovrebbe essere dedicato a barche di piccole dimensioni a vela o con motori elettrici, creando delle banchine attrezzate con vari punti di ricarica. 

Il progetto presentato quindi ci pare l’ennesima operazione a vantaggio di privati che avrà come effetto un aumento del traffico acqueo e quindi del moto ondoso con tutti i danni che già si riscontrano in altre zone lagunari, danni che come sempre saranno invece a carico della collettività.

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