Venezia Verde

ambiente e diritti
04
Dic

Dopo il referendum. Restano i problemi e le sfide straordinarie

di Gianfranco Bettin – Dicembre (il dicembre di Venezia magnificamente illustrato da Stepan ZAVREL), anche dopo il referendum, vede Venezia, e Mestre, e Marghera… con gli stessi problemi di prima.
Perché nessuno di questi problemi dipende dal fatto che il Comune sia uno.
Quei problemi dipendono da errori delle amministrazioni comunali – passate, presente e, nel caso, future (nessuno è stato, è o sarà infallibile) – o degli enti e livelli di governo superiori e dagli interessi organizzati e potenti che decidono sulla testa di Venezia (la vicenda Mose, o grandi navi, o la questione Porto Marghera, ad esempio, dipendono pochissimo dal Comune, unito o diviso che sia).
Altri problemi sono ancora più grandi, come la crisi climatica e ambientale (con la laguna come punto fragile estremo), l’invadenza planetaria del business turistico sulle città attraenti (con Venezia fra le più esposte), la questione strategica della bonifica e della rigenerazione delle grandi aree portuali e industriali (Porto Marghera è una delle maggiori in Europa): servono strumenti nuovi, a disposizione anche dei governi locali, delle comunità, per questo.
A Venezia, nell’ecosistema che sta sul filo del mare e contiene, al tempo stesso, l’enorme polo industriale e portuale, la grande conurbazione moderna estesa sull’altra sponda e una città storica senza pari, ciò significa riprendere la costruzione di un ente metropolitano di scala ampia (con deleghe effettive, che la Regione finora ha negato, e con l’elezione diretta del sindaco e degli amministratori) e riattivare e potenziare, come strumenti tendenti all’ autogoverno delle comunità, l’esperienza delle Municipalità interne al Comune (che l’attuale amministrazione ha brutalmente svuotato, caso inaudito che bisogna tornare a sollevare a ogni livello). Devono essere strumenti utili – insieme a una rinnovata e potenziata Legge Speciale che ribadisca, appunto, la “specialità” di Venezia – per fronteggiare i problemi, sia quelli di natura globale che quelli specifici. Si tratta di sfide drammatiche, straordinarie, cariche di fascino, difficoltà e urgenza.
Bisogna cambiare, correggere gli errori del passato, innovare fortemente le politiche per la città, a cominciare dalle politiche per sostenere la possibilità di abitarla e viverla anche nella parte “sull’acqua” e con maggiore qualità ovunque.
Avremo tempo e modo di farlo – di continuare a farlo – nei prossimi mesi

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